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Riordino dei servizi ispettivi, Cgil Cisl Uil: “Legalità a rischio, subito confronto. Mobilitazioni a Roma e nelle regioni al voto”

Pubblicato in: News Ministeri - Agenzie fiscali il 09.05.2015 - Allegati: nessuno

“La grave incertezza sul riordino dei servizi ispettivi, alimentata dal silenzio assordante del Ministero del lavoro, mette a rischio la legalità nel Paese. Vogliamo che si riapra subito il confronto con il Governo. E un impegno preciso dalle Regioni a difesa delle attività di controllo sul territorio”.
Con una nota unitaria Salvatore Chiaramonte, Paolo Bonomo e Sandro Colombi, segretari nazionali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa rilanciano la mobilitazione dei lavoratori di Ministero del Lavoro, Inps e Inail per un vero progetto condiviso che difenda e rafforzi le funzioni di vigilanza e di sicurezza nei luoghi di lavoro.
A un mese dall’attivo nazionale degli ispettori, Cgil Cisl e Uil sollecitano con forza il tavolo sulla riforma: “Abbiamo messo in chiaro le nostre preoccupazioni e la nostra contrarietà ad una riforma dell’attività di vigilanza che non fornisce nessuna garanzia sul miglioramento dei servizi ispettivi e sulla salvaguardia dei posti di lavoro.
Con l’agenzia unica, così come ipotizzata dal Governo, ci sarebbe un sostanziale arretramento della presenza dello Stato sul territorio. E si rischia di interrompere il rapporto tra lo Stato i cittadini e le imprese” sottolineano le tre sigle.
“Non consentiremo al Governo di dare vita all’ennesima riforma di facciata che compromette la tenuta dello stato sociale, e per di più a discapito dei lavoratori” rimarcano Chiaramonte, Bonomo e Colombi.
“Serve una rete territoriale per il lavoro sicuro. Dobbiamo rilanciare l’attività di contrasto a lavoro irregolare, evasione ed elusione contributiva, garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, assicurare alle aziende la consulenza e l’assistenza necessaria e bloccare il proliferare delle imprese che operano nell’illegalità”.
“Per questo faremo crescere la nostra mobilitazione.
A partire dalle assemblee dei lavoratori di Ministero del Lavoro, Inps e Inail già previste a Roma e nelle regioni chiamate al voto” concludono i segretari, presentando il programma delle mobilitazioni che si terranno nei giorni 8, 15, 22 e 29 maggio rispettivamente in Veneto, Marche, Liguria, Umbria, Toscana, Campania, Puglia e Lazio.
“Coinvolgeremo parlamentari e candidati governatori. E se il Governo continuerà in questa irresponsabile indifferenza, siamo pronti ad azioni eclatanti per difendere lo stato sociale e preservare i presidi di legalità e di promozione del lavoro regolare”.