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Agenzie Fiscali, alt al riassetto delle sedi

Pubblicato in: News Ministeri - Agenzie fiscali il 05.06.2013 - Allegati: nessuno

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Comunicato Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa Salfi“A rischio la lotta all’evasione fiscale e la tenuta delle comunità locali”I sindacati esprimono forte preoccupazione per il piano di riassetto dell’Agenzia delle Entrate e chiedono un incontro urgente al direttore Attilio Befera.Con il piano 2013, infatti, è prevista la chiusura di ben 23 sedi territoriali dell’Agenzia, oltre alle quattro per le quali è già scattata la soppressione degli uffici: otto sedi dovranno chiudere i battenti entro il prossimo luglio e altre 15 entro la fine dell’anno. E non si tratta di sedi cosiddette periferiche, ma di centri nevralgici del sistema produttivo del paese, come Castelfranco Veneto, Domodossola o Gallipoli.I sindacati mettono in guardia contro il rischio di togliere forza alla lotta all’evasione fiscale: “E’ inconcepibile che da un lato si dica di perseguire evasione, elusione, frodi fiscali e contributive e dall’altro si decida per un arretramento dello Stato dal territorio. Se davvero si vogliono recuperare quei 120 miliardi che ogni anno vengono sottratti al fisco, allora bisogna rafforzare la presenza, gli strumenti e le competenze per farlo. E non chiudere quelli che sono i presidi della legalità sul territorio. Altrimenti non si metterà fine al fatto che lavoratori, pensionati e imprese oneste continuano a pagare le tasse mentre c'è gente che, evadendo il fisco, mette in gioco gli interessi del Paese”.“E poi va considerato il ruolo sociale dei servizi che si vanno a chiudere”, continuano i sindacati. “Le sedi territoriali dell’Agenzia rappresentano un punto di informazione e di consulenza per tutti i cittadini. Quando si chiude una di queste sedi, spostando i servizi a decine di chilometri di distanza, si sposta automaticamente l’onere sui cittadini che si rivolgono a quei servizi. E in tempo di crisi è inaccettabile”.“Per questo chiediamo un incontro immediato al direttore dell’Agenzia. Perché vogliamo trovare insieme soluzioni per assicurare i servizi fiscali a costi sostenibili: stabilendo criteri razionali e condivisi per gli ambiti territoriali ottimali e poi definendo in sede di contrattazione integrativa le azioni da mettere in campo. Senza spogliare le comunità locali e puntando invece sulle professionalità dei lavoratori”.